La Storia e i Valori

La storia

 

Fondata nel 1886 a Milano, nata come Federazione Italiana delle Cooperative, dal 1892 assume il nome di Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue ed è la più antica delle organizzazioni cooperative italiane.

 

Il movimento cooperativo italiano in quegli anni si organizza guardando alle esperienze europee ed ai Probi Pionieri di Rochdale, ma con connotati e caratteri strettamente intrecciati alle condizioni del Paese che aveva da poco raggiunto l’unità nazionale. La storia di Legacoop, dalle origini al nuovo millennio, è strettamente intrecciata con la complessa vicenda storica italiana di questi decenni cruciali. Come già illustrato nel capitolo relativo di questo viaggio nel mondo della cooperazione (Pianeta coop: La Storia), la cooperazione è storia di popolo e vive quindi da protagonista i travagli e le conquiste umane, economiche e sociali che hanno caratterizzato il nostro Paese.

 

Ricostituita nel 1945, dopo le devastanti esperienze del fascismo e del secondo conflitto mondiale, Legacoop riunisce le esperienze dei non pochi superstiti della cooperazione e riorganizza cooperatori che si richiamano ai partiti comunista, socialista, repubblicano, liberale, democrazia del lavoro, partito del lavoro e sinistra cristiana. Il movimento cooperativo quindi cresce e si consolida, affronta i primi effetti della guerra fredda che divide il mondo, i difficili anni cinquanta con le scissioni politiche e sindacali nel mondo della sinistra e le persecuzioni del governo Scelba, gli anni sessanta con i governi di centro sinistra e le rinnovate speranze di crescita.

 

Le cooperative della Lega in quegli anni avviano una vasta ristrutturazione destinata a sottrarle alla marginalità. Ad opera di 14 gruppi di acquisto cui aderiscono 420 soci, viene costituito a Bologna il Consorzio Nazionale Dettaglianti (Conad) con lo scopo di organizzare in comune i rifornimenti e gli acquisti di alimentari e beni di largo consumo.  A Reggio Emilia nasce Coop 1, il primo grande magazzino cooperativo italiano ed a Bologna inizia l’attività dell’Unipol. In pochi anni il processo di crescita della compagnia assicuratrice si estende dalla regione a tutto il territorio nazionale.
La diffusione della presenza cooperativa prosegue anche nel decennio seguente ed attorno alla cooperazione si accendono speranze diffuse specie tra i giovani disoccupati  e nel Mezzogiorno.
Vengono costituiti i Comitati Regionali della Lega delle Cooperative il cui compito principale è la rappresentanza degli interessi delle imprese associate, il coordinamento e la direzione delle strutture provinciali e settoriali.

 

Per rispondere alle nuove esigenze poste dall’evoluzione produttiva vengono avviati processi di unificazione tra le aziende cooperative aderenti alla Lega.
Alla fine degli anni settanta, per reagire alle difficoltà del mercato nazionale, diverse cooperative e consorzi della Lega cercano spazi anche all’estero per realizzare impianti ed infrastrutture e sviluppare gli scambi. I mutamenti di questi anni non sono meramente quantitativi: prendono corpo forme nuove di cooperazione. Legacoop dà vita alle Associazioni tra cooperative di servizi, fra i dettaglianti, tra gli operatori culturali, tra quelli del turismo. Inoltre, al fine di promuovere la crescita delle imprese cooperative in campo finanziario e di assicurare loro servizi adeguati, si costituisce il Consorzio Fincooper.

 

Negli anni ottanta le grandi trasformazioni del sistema produttivo pongono alla Lega delle Cooperative problemi nuovi e decisivi per affrontare il mercato e la concorrenza e non essere spinta ai margini del sistema economico.
Quindi la necessità di consolidare i processi di autonomia dalle forze politiche, accentuare e valorizzare le interconnessioni funzionali tra imprese cooperative; l’ampliamento degli orizzonti oltre i confini nazionali ed oltre i canali tradizionali dell’interscambio cooperativo; l’esigenza di attrezzarsi modernamente sul piano del management, della tecnologia, della finanza. L’inderogabilità, infine di un serio adeguamento della legislazione cooperativa.
Per l’accesso ai mercati di capitali si costituisce una banca nazionale, la Banec, con sede a Bologna; si quota in borsa l’Unipol, si potenzia Fincooper; si sviluppa e si modernizza il prestito da soci.

 

Gli anni novanta vedono Legacoop impegnata a rilanciare la presenza della cooperazione nella società per svolgere un ruolo non alienabile nell’economia che non guarda solamente al profitto ma che si confronta alla pari sul mercato senza perdere di vista i valori fondanti della cooperazione, ovvero la solidarietà e la mutualità.

 

Legacoop da sempre ha rappresentato un fondamentale punto di riferimento per quanti hanno in questi anni  creduto nei valori cooperativi quale modello di sviluppo e di promozione individuale e collettiva.

 

I valori

 

Legacoop aderisce all’ACI, Alleanza Cooperativa Internazionale e quindi i suoi valori fondanti sono quelli stabiliti dalla associazione internazionale del movimento cooperativo.
Nel 1993 la Direzionale Nazionale di Legacoop ha approvato i propri valori guida quale premessa di una rinnovata presenza e di una nuova fase di sviluppo cooperativo.

 

Il preambolo alla Carta dei Valori


L’articolo 45 della Costituzione recita testualmente: ” La repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.
La cooperazione è dunque parte integrante di questo Stato che ha il compito di promuoverne lo sviluppo.
Certamente dunque lo sviluppo della cooperazione non è solo nelle sue mani. Alle forze politiche e alle rappresentanze parlamentari il compito fondamentale di realizzare la legge di applicazione dell’articolo 45.
La Lega individua due prioritarie azioni alle quali intende dedicare i suoi sforzi: la costruzione dell’unità della cooperazione, oggi più che mai possibile e necessaria e la salvaguardia delle proprie imprese, profondamente colpite dalla crisi.
Ma lo stimolo al Paese deriva anche da una nuova dichiarazione dei principi e da una riconferma della missione.
E’ per questo che la Carta dei Valori ed il Codice Etico vanno intesi come mezzi politici per produrre condizioni di sensibilità generale sugli intendimenti, ma anche sui diritti e sulle richieste del movimento cooperativo.

 

I VALORI GUIDA DELLA COOPERAZIONE

 

  1. Il socio è il nucleo originario di ogni forma di mutualità e rappresenta il primo riferimento concreto dell’azione cooperativa.
  2. Le imprese cooperative svolgono il proprio ruolo economico a favore dei cooperatori, delle generazioni future, della comunità sociale. Esse offrono ai propri partecipanti sicurezza, vantaggi e riconoscimenti in proporzione al concorso individuale di ognuno.
  3. La principale risorsa della cooperazione  è rappresentata dagli individui che ne fanno parte. Ogni cooperativa deve valorizzarne il lavoro, stimolarne e riconoscerne la creatività, la professionalità, la capacità di collaborare per il raggiungimento degli obiettivi comuni.
  4. Il cooperatore si manifesta innanzitutto con il rispetto per le persone. Al cooperatore si richiede franchezza, spirito di giustizia e senso di responsabilità, qualunque sia il suo ruolo o la sua posizione.
  5. Le  imprese cooperative si manifestano con la qualità dei lavori che si svolgono, la trasparenza, l’onestà e la correttezza dei comportamenti.
  6. La cooperazione considera il pluralismo sempre un bene. Nei rapporti che intrattiene con le altre forze economiche, politiche e sociali essa rispetta la loro natura, opinione, cultura e agisce secondo la propria originalità, autonomia, capacità di proposta.
  7. L’esistenza della cooperazione, il suo segno distintivo, la sua regola sono fondate sul principio di solidarietà. Al fondo di ogni relazione o transazione tra soggetti economici esistono sempre i rapporti umani.
  8. La cooperazione interpreta il mercato come luogo di produzione di ricchezza, di rispetto della salute e dell’ambiente, di sviluppo dell’economia sociale. Essa agisce nel mercato non solo in osservanza delle leggi, ma secondo i principi di giustizia e utilità per i propri soci e per la collettività.
  9. La cooperazione concorre allo sviluppo del mercato migliorando le imprese esistenti e creandone di nuove; organizzando la domanda, rispondendo ai bisogni della collettività. Con questi significati essa intende la promozione cooperativa.
  10. La cooperazione considera il diritto  e il rischio di fare impresa come manifestazioni di libertà.
  11. La cooperazione regola i rapporti interni sulla base del principio di democrazia. Le imprese cooperative realizzano compiutamente le proprie finalità associandosi nel movimento cooperativo, che promuove tra di loro, che ne valorizza i patrimoni collettivi, garantendo le adeguate forme di controllo.
  12. La mutualità cooperativa, definita dai principi dell’Alleanza Cooperativa Internazionale, non è solo un modo di produrre e distribuire la ricchezza più adeguato agli interessi dei partecipanti, ma una concezione dei rapporti umani. La cooperazione trova le proprie radici nel valore dell’imprenditorialità associata, ricerca il proprio sviluppo nel mercato, considera proprio fine il miglioramento delle condizioni materiali, morali e civili dell’uomo.

 

Approvati dalla Direzione Nazionale Legacoop nella seduta del 14 luglio 1993


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