Contratti di Lavoro

Nell’occuparsi di pari opportunità e di conciliazione è importante tenere in considerazione anche alcuni elementi concernenti le tipologie contrattuali, che possono essere stabilite tra soci e cooperativa.

Sia il diritto societario delle cooperative sia il diritto del lavoro sono stati, negli ultimi anni, fortemente modificati. Con la legge 142 del 2001 sono state introdotte modifiche sostanziali che riguardano lo statuto del socio lavoratore delle cooperative, che hanno quale scopo mutualistico la prestazione delle attività lavorative da parte degli stessi soci. Le disposizioni della L.142 sono state ulteriormente modificate dall’Art. 9 della Legge 30/2003.

 

Il D. Lgs. 276/2003, attuativo delle deleghe previste dalla Legge 30/2003, e comunemente conosciuto come “Riforma Biagi“, è un decreto che introduce importanti modifiche nell’ambito del diritto del lavoro. E’ questa una legge che ha suscitato un ampio dibattito tra le parti sociali, con contenuti anche fortemente polemici; non è questa la sede per riprendere i contenuti del dibattito, basti ricordare che, sotto il profilo dei contenuti, questa legge rappresenta un tentativo di riforma “di sistema” del mercato del lavoro del settore privato (le indicazioni, infatti, non si applicano al personale della pubblica amministrazione), che introduce importanti cambiamenti in ordine alla disciplina del mercato del lavoro, alla “somministrazione di lavoro”, agli appalti di servizi, alle tipologie contrattuali, alle forme di certificazione dei contratti, e via di seguito.

 

L’elenco degli istituti contrattuali nuovi o modificati è molto ampio. In questa sede ci soffermeremo su quelli che, a prescindere dalle intenzioni originarie del legislatore, possono rappresentare gli strumenti per agevolare le donne e gli uomini a conciliare la propria attività lavorativa con la vita familiare, con gli interessi personali e di tipo sociale, con le proprie esigenze formative, attraverso modalità flessibili di erogazione del lavoro.

 

Con un’importante premessa: le forme contrattuali flessibili spesso sono meno tutelanti per le lavoratrici ed i lavoratori. In particolare, il lavoro a progetto, qui presentato, configurandosi come rapporto di lavoro parasubordinato è certamente più “povero” di garanzie rispetto al lavoro subordinato. Ad esso non si applica la normativa relativa ai congedi parentali, che come abbiamo visto rappresenta il principale strumento normativo a favore della conciliazione. Va perciò valutata con molta attenzione, al di là dell’applicabilità prevista per legge, l’opportunità di utilizzare queste forme di lavoro, per venire incontro alle esigenze delle socie e dei soci.

 

Il socio lavoratore di cooperativa

Lavoro a tempo parziale (part time)

Lavoro ripartito (job sharing)

Lavoro a progetto

 


Legacoop