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FUNDRAISING, INCONTRO UNIBA. FERRANTE (LEGACOOP): “IN PUGLIA TANTI STRUMENTI PER CREARE VALORE”10 novembre 2018

Avere un obiettivo comune e progettare in maniera condivisa le conseguenti azioni. E’ questa, in sostanza la chiave del successo del fundraising, emersa nel terzo degli incontri sul tema organizzati dall’Università degli Studi di Bari che ha visto la partecipazione di Giovanna Bonora della Bocconi che ha centrato il suo focus sulle strategie aziendali nel campo delle donazioni e sul modello Bocconi  e di Pasquale Ferrante direttore di Legacoop Puglia che, per missione e definizione, ha stretto il cerchio alle realtà del territorio pugliese. Un interessante confronto tra realtà agli antipodi, dove da una parte c’è il fundraising che si muove all’interno di relazioni con colossi aziendali e imprese di consolidata struttura, dall’altra c’è la raccolta fondi nelle piccole realtà territoriali con tutte le difficoltà tipiche dei tessuto sociale. E’ stato quanto mai significativo vedere come poi con ingredienti uguali, spesso a fare la differenza è il tessuto su cui si agisce. IL terzo incontro barese sul fundraising, era focalizzato sulla “partnership con aziende e fondazioni”, con Giovanna Bonora che ha spiegato ad un pubblico di giovani molto curiosi di conoscere tutte le sfaccettature della materia, il mondo delle donazioni. Bonora ha spiegato come al concetto di responsabilità sociale di impresa, che negli anni per molte aziende è diventato un dato acquisito fino ad essere inglobato nella struttura dell’impresa, si sia sostituito oggi quello di ‘corporate citizenship’, cittadinanza di impresa. “L’azienda che ha un corporate citizen – ha sottolineato Giovanna Bonora – ha capito che se assolve ai suoi obblighi di azienda e fa anche qualcosa in più, avrà un successo importantissimo, perché azioni strategiche sul territorio finalizzate allo sviluppo di tutti, fa bene all’impresa”.

Superando il concetto fissato nell’immaginario collettivo di ognuno secondo cui le donazioni sono principalmente quelle in denaro, Giovanna Bonora ha spiegato i motivi per cui le imprese decidono di donare. Molti possono essere i modelli e le motivazioni perseguite dall’azienda. C’è il modello etico, quello della motivazione valoriale, ma c’è anche il modello politico il cui paradigma è donare a tutte le organizzazioni no profit per creare una rete di relazioni che permettono all’impresa di  lavorare meglio; ma le aziende possono donare guardando nello specifico al benessere dei lavoratori dell’ezienda. Questa è la logica internalista per cui si decide di donare all’organizzazione che offre servizi o programmi dedicati ai dipendenti dell’azienda; infine c’è il modello degli stakeholder il cui paradigma è: agisco come un soggetto che insieme ad altri può fare di più.

Diverso l’approccio di Legacoop Puglia spiegato dal direttore Pasquale Ferrante. “Ritengo – ha precisato – che il tema del fundraising non possa essere trattato con approcci meramente aziendalistici. Piuttosto, il tema deve essere affrontato stimolando un raggio di visione complessivo che tenga conto di tanti fattori di natura economica e sociale. In Puglia non siamo all’anno zero ma come detto abbiamo tante opportunità e tanti strumenti da poter utilizzare. Condividere obiettivi – ha continuato – significa coltivare percorsi comuni finalizzati alla generazione di valore, (non solo economico) e a contrastare l’emarginazione sociale. Percorsi di questo genere devono saper attivare le persone, far maturare in loro l’idea che ciascuno può rivendicare diritti se si assume l’onere di mettersi a disposizione in un processo di mutua contribuzione. Questo è il fine massimo a cui devono aspirare i processi partecipativi che oggi, in Puglia, trovano l’opportunità di un supporto finanziario declinato, su diversi livelli e gradazioni, attraverso gli avvisi sulla legge della partecipazione, il bando Puglia Capitale sociale 2.0, Luoghi Comuni, nonché il recentissimo avviso pubblico volto a favorire le nascita delle cooperative di comunità. Tutti i bandi sono aperti o in corso di imminente emanazione. Non dimenticherei in tal contesto anche il grande valore che può essere generato dalle azioni che si svilupperanno nei cantieri innovativi di antimafia sociale. Sono tutte opportunità – ha concluso Pasquale Ferrante – che le comunità, in tutte le loro componenti devono saper cogliere ragionando in una logica di sussidiarietà circolare nel rapporto con la pubblica amministrazione”.  Tutte opportunità che richiedono una figura non abbastanza valorizzata quale la figura del facilitatore, ovvero una professionalità che possa mettere in relazione le persone e gli strumenti a disposizione per creare e generare valore. Perché, contrariamente a quanto si pensi, le “persone” hanno una gran voglia di sentirsi protagoniste di azioni che mirano al benessere comune. Le persone hanno una gran voglia di realizzare “insieme” idee e progetti. “Perché, – ha concluso Pasquale Ferrante – come dice il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo, ‘ Da soli non c’è storia’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: Ufficio stampa Legacoop Puglia