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Con Resilienza, un marchio di provenienza “prodotto che ha reagito alla xylella”24 Aprile 2019

Resilienza: capacità di reagire. Il Salento ne è dotato, lo hanno scoperto gli ideatori del progetto Resilienza che per la presentazione hanno invitato a Racale, nella sede della coop Acli gli olivicoltori salentini: se ne sono presentati in 300 per conoscere tutti i particolari dello sportello tecnico che da maggio 2019 aiuterà i produttori salentini di olio a superare gli effetti devastanti della xylella fastidiosa. Tra le novità più interessanti e promettenti del progetto la creazione del marchio “Resilienza” . Un marchio che mira a trasformare lo svantaggio causato dal batterio in un vantaggio competitivo. Come? Lo hanno già fatto per i prodotti delle terre colpite dal terremoto, il marchio sui prodotti salentini porterà l’indicazione che quelle produzioni provengono da terre che hanno resistito alla crisi e alla xylella. Tra le produzioni candidate ad ottenere il marchio la patata di Galatina, il fico, il cappero e naturalmente sua maestà l’olio.    

Ad annunciarlo il responsabile scientifico del progetto, il giovane ricercatore Daniele Cornara che ha invitato gli agricoltori salentini a fare quello che finora non è stato fatto, ad evitare il fai da te, a reagire e soprattutto a continuare a produrre, “perché – ha ripetuto più volte –continuare a produrre si può, lo fanno in altri la xylella esiste da decenni, non si capisce perché non dovremmo farlo anche noi. Ma per questo bisogna agire insieme, con strategie comuni perché il mercato è cambiato e nulla può un olivicoltore da solo imporsi sul mercato ormai globalizzato”.  Cooperare la parola d’ordine, dunque, secondo Daniele Cornara. “Basta lamentarsi. Con lo strumento cooperativo produciamo e mettiamo il prodotto sul mercato. “Da maggio – prosegue Cornara – faremo assistenza all’agricoltura, innanzitutto con un disciplinare di produzione: assistenza ai soci, assistenza legale e amministrativa sulle opportunità alle quali spesso gli agricoltori non sanno neppure di poter accedere, consulenza su espianti e reimpianti e la gestione integrata di nuovi impianti di cultivar  favolosa e leccino.  “La sfida è comunciata, dobbiamo provarci  – ha detto Michele Manni l’altro giovane fondatore di Resilienza che si avvarrà soprattutto del contributo delle nuove generazioni del mondo della cooperazione “quella che produce valore che è e “resta – ha detto il direttore generale dell’assessorato all’agricoltura della Regione Puglia, Nardone – il modello ottimale per rilanciare e ricostruire la nostra agricoltura”.   

“Vedere qui oggi tanti olivicoltori – ha detto il sindaco di Racale Donato Metallo –  è la testimonianza che c’è un altro modo per ripartire e c’è l’orgoglio di averlo fatto qui a Racale. Con l’orgoglio c’è anche una grande responsabilità da parte nostra, perché questo progetto potrebbe essere l’esempio virtuoso da replicato altrove”.   

Quello che stiamo dimostrando qui questa sera è il bisogno di avere una visione del nostro territorio di qui ai prossimi 30-50 anni – ha detto il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo –non ci servono decreti spot.

Autore: Ufficio stampa Legacoop Puglia