PAC“, come si legge si legge in una nota. La riunione è stata occasione per condividere un metodo con cui essere più efficaci in sede europea. “Ci siamo battuti per anni per rafforzare la posizione del nostro Paese – spiega l’assessore Stefàno. Ora siamo evidentemente contenti che, finalmente, sia stato riconosciuto anche dal Ministero il valore strategico della nostra partecipazione attiva ad un processo che ha un significato importantissimo per il futuro della agricoltura italiana. Adesso spetta a noi Regioni affinare al meglio un metodo capace di costruire le migliori proposte per essere in linea con le aspettative del mondo agricolo italiano”. Altro tema spinoso trattato nella seduta di ieri, i danni provocati dall’ultima ondata di maltempo, sia sulle infrastrutture che ai prodotti: “La Commissione – ha sottolineato Stefàno – ha deciso all’unanimità di chiedere al Mipaaf di attivarsi per ottenere dall’Unione Europea misure straordinarie di sostegno, così come è stato per l’emergenza Escherichia coli. Perché, se è vero che il quadro normativo chiama gli agricoltori, da tempo, alla necessità di legare il valore delle produzioni al sistema assicurativo, è altrettanto vero che ad eventi di portata straordinaria, come l’ultima ondata di maltempo si è appalesata, si possano e si debbano motivare risposte di carattere straordinario. Noi chiediamo che l’Unione Europea non si sottragga a questa responsabilità, per alleviare il sistema produttivo agricolo dei danni conseguenti a questa ennesima emergenza.” Forte preoccupazione, inoltre, è stata espressa dagli Assessori all’Agricoltura per il recente accordo UE-Marocco, poiché “acuisce le criticità già esistenti in materia di controlli e di concorrenza sleale”. Per tali ragioni è stato deciso di presentare un ordine del giorno alla prossima Conferenza delle Regioni che richiami il tema alla attualità del dibattito politico e, parallelamente, sollecitare un confronto con Mipaaf e UE “con l’intento – spiega l’assessore Stefàno – di proporre in ambito europeo strumenti che garantiscano controlli molto più efficaci e che proteggano i produttori dalla concorrenza sleale che espone le produzioni italiane al meccanismo del confronto impari con prodotti, spesso spacciati anche per italiani, ma aventi standard qualitativi e di sicurezza alimentare totalmente diversi”.]]>